lunedì 2 dicembre 2013

Il giardino di Lady Susana Walton

Ubicazione: Forio NA, Italia
Serra dell'Amazonica
A guardalo adesso sembra impossibile immaginare come questo luogo sia stato in passato un'arida cava di pietra vulcanica tappezzata da mirti. Il giardino "La Mortella" è un luogo di cui è difficile non restarne sorpresi. Considerato tra i giardini privati più belli d'Europa, La Mortella è molto più di una, seppur eccezionale, collezione botanica. E' il frutto di un progetto guidato dalla passione per l'arte e la natura i cui risultati lasciano senza fiato. Una collezione botanica inserita in un contesto del tutto particolare e unico, quello dell'isola d'Ischia, che ha visto mescolare la macchia mediterranea a specie esotiche provenienti da ogni parte del mondo. Il giardino fu realizzato per volontà di Lady Susana Walton, donna carismatica di origine argentina, moglie del grande compositore britannico William Walton, considerato uno dei più grandi compositori del XX secolo, che dal 1949 scelse Forio d'Ischia come dimora. L'amore reciproco di una coppia, l'amore per la botanica, quello per la musica e per l'isola, diede origine, a partire dal 1956, ad un immenso giardino progettato dal paesaggista Russel Page. Fu Lady Susana, esperta di botanica e grande collezionista, a curare personalmente la scelta di ogni pianta nonchè a guidare il progetto nella sua realizzazione. Il parco si rivela interessante non soltanto per la collezione che ospita, ma per l'architettura e gli ambienti in esso ricreati. Un dedalo di sentieri, scalinate, terrazze panoramiche, guidano il visitatore attraverso il parco collegando la parte bassa, La Valle, con quella alta, La Collina, che offre una serie di scorci panoramici su Forio. 


La grande fontana
Una volta varcato l'ingresso una serie di fontane e giochi d'acqua conducono alla Fontana Grande, dove nell'acqua, rotta dallo zampillio della fontana, crescono rigogliose ninfee dai colori sgargianti, fiori di loto e papiro egiziano. Attorno, una macchia rigogliosa tipica degli ambienti umidi tropicali e subtropicali costituita da Alocasie, Colocasie dalle foglie enormi brillanti, felci giganti e arboree, piante epifite, che pendenti da palme ed alberi esotici colorano il tutto dando vita ad una scenografia lussureggiante. Nascosta dalla vegetazione e seguendo i giochi d'acqua che ovunque si aprono, si scorge la Serra della Victoria. Entrarci è come ritrovarsi in un dipinto di Rousseau, con la differenza che qui tutto è realtà e naturale. La serra ospita la ninfea gigante amazonica in una vasca circolare dove dalla parete di roccia, un mascherone scolpito da Simon Verity ed ispirato alla composizione "Façade" di Walton, getta acqua dalla bocca spalancata. In primo piano una vegetazione lussureggiante e multicolore raccoglie orchidee e bromeliacee. Ogni singolo metro rivela una straordinaria cura e minuzia nel più piccolo dettaglio. Nulla è lasciato al caso. Proseguendo nuovamente verso monte i sentieri conducono dolcemente a diverse terrazze.


ninfea gigante Amazonica
Durante il percorso è affascinante poter scorgere la maestosità del giardino dall'alto e di come questa parte sia depressa rispetto al resto appunto per consentire un microclima umido e favorire la crescita di piante tropicali. Una serra dedicata esclusivamente alle orchidee rivela una collezione eccezionale, mentre alcune voliere accolgono diverse specie di pappagalli. Affacciata ad una terrazza che apre lo sguardo verso tutta la baia di Forio, si erge una grande masso di pietra vulcanica che custodisce le ceneri del celebre compositore. Accanto ad essa una ricca collezione di Aloe donata da Carlo Riccardi. Superata la William's Rocksi estende il giardino mediteranneo che ospita molte specie native delle coste mediterranee. Nei pressi si colloca anche il Tempio del Sole, un edificio dalle pareti spesse il cui interno è decorato con bassorilievi ed affreschi dedicati ad Apollo e frasi tratte da opere di Walton. Aperture sul soffitto filtrano la luce che colpisce l'interno ricreando atmosfere suggestive. L'edificio racchiude tre ambienti ciascuno rappresentante un momento della vita: la nascita, l'età adulta e la morte. L'acqua, ancora una volta, fa da filo conduttore attraverso canali e vasche. La sensazione che si prova varcando l'ingresso è quella di entrare in un luogo di culto di ispirazione mitologica. Piante tipiche degli ambienti umidi decorano l'ambiente. Proseguendo in collina, si arriva alla Cascata del Coccodrillo, un grande laghetto circondato da agaphantus sulle cui sponde rocciose è collocata una scultura raffigurante il rettile. In esso ancora ninfee trpicali e la Euryale ferox, riconoscibile per le sue enormi foglie galleggianti spinose. Ritornando lungo il pendio, affacciandosi, si scorge il teatro greco, ricavato assecondando il naturale pendio della collina. Il teatro ospita concerti di musica sinfonica accompagnati da un'illuminazione suggestiva mentre l'incanto notturno della baia di Forio fa da sfondo. 


Passiflora incarnata
Salendo ancora, in un angolo nascosto del giardino, tra rivoli d'acqua, stagni lussureggianti, bambù e aceri giapponesi, troviamo la Thai House, un padiglione di meditazione thailandese affacciato su una distesa di fiori di loto. Infine, nella zona più alta, la Glorieta ospita rampicanti e  piante aromatiche dai profumi intensi che qui, riparate dai venti, riempiono l'aria dei loro aromi. Un tappeto di ciottoli di vetro blu, regalo del paesaggista americano Andy Cao circonda la Glorieta. I giardini La Mortella sono oggi parte della fondazione William Walton, creata per aiutare i giovani talenti negli studi di musica, offrendo loro corsi di alta specializzazione e progettando eventi di grande richiamo. Lady Susana, scomparsa nel 2010, era solita aggirarsi tra i giardini per accogliere con il suo sorriso i visitatori e dedicarsi personalmente alla cura del giardino, fiera di mostrare quell'angolo di paradiso creato da una donna che ha fatto della bellezza naturale la sua ragione di vita.


La Cutura: un sogno diventato realtà

Ubicazione: 73030 Giuggianello LE, Italia
Siamo in Puglia, nel Salento, in quell'estrema propaggine della penisola che, racchiusa tra i due mari, è tanto nota per i suoi uliveti, per la sua storia, per il suo mare cristallino dalla sabbia bianca. Un viaggio nel Salento è una continua scoperta di luoghi ancora selvaggi e incontaminati dove la tradizione popolare vive quotidianamente dei gesti e nel folklore del popolo salentino. Salentino è infatti Salvatore Cezzi, fondatore del giardino botanico "La Cutura", un luogo straordinario ricco di fascino e di sorprendente bellezza che si trova a metà strada tra Palmeriggi e Giugianello, nell'entroterra leccese. Oggi al giardino botanico si affianca anche un ristorante gestito dai figli del fondatore che hanno aperto al pubblico l'intera struttura in modo da permettere al visitatore un luogo esclusivo ed unico nel suo genere in cui poter anche degustare qualche specialità culinaria tipica del luogo. Insomma una visita a " La Cutura" si trasforma presto in un abbandono totale dei sensi tanto che si resta inebriati dall'incanto del luogo. Il giardino così come il ristorante sono stati ricavati dalla ristrutturazione di un' antica tenuta  e già all'arrivo, da lontano, è riconoscibile, nella campagna circostante, l'area verde e lussureggiante che ne indica la presenza. Ad accogliervi potreste trovare lo stesso fondatore, che vi racconterà la sua storia appassionata di ex bancario con un' amore viscerale per la botanica ed in particolare per le piante grasse, suoi gioielli da collezione. Salvatore ereditò la tenuta da sua nonna, di origine spagnola ed i suoi numerosi viaggi furono da sempre occasione per conoscere e importare specie vegetali da ogni parte del mondo e tante furono le specie importate che la sua collezione si ampliò al  punto da trasformare la tenuta di campagna in un vero e proprio orto botanico. Si legge negli occhi di Salvatore con quanta passione quest'uomo abbia coltivato il suo amore: ed è quello che stupisce. E' un uomo la cui eleganza e compostezza traspare dai suoi gesti, dal modo in cui, con ovvio orgoglio, racconta e guida il gruppo di visitatori tra i sentieri del suo giardino, tra i corridoi delle sue serre. 

serra delle piante grasse

La Cutura non è un giardino botanico come gli altri. Qui, le aree da visitare sono divise in giardini ciascuno con il suo nome che suggerisce e raccoglie già il senso delle specie vegetali in esso ospitate. E tra i giardini svetta l'enorme serra in policarbonato alta  fino a 16 metri che ospita ben 2000 esemplari  di piante grasse e tropicali provenienti da ogni parte del mondo. La prima visita è quella al giardino roccioso, dove dimorano, all'aperto tra le rocce, agavi, cactus e opuntie di dimensioni enormi.Ma è nella serra che si resta senza fiato per la straordinaria varietà e la sorprendente bellezza delle specie messe a dimora.Cactus alti decine di metri, alcuni secolari, longilinei, globulari dalle forme e dalle sembianze più rare e insolite. Una collezione che il dottor Cezzi definisce unica in Europa. Un'opera mastodontica, la serra, che ricrea le condizioni ambientali adatte alla vita delle specie ospitate, talmente imponente da lasciare sorpresi: è questo il cuore dell'orto botanico, il fiore all'occhiello che raccoglie una collezione pregiata ed unica nel suo genere.  Dal giardino roccioso si passa poi al giardino all'italiana con le siepi geometriche e le piante officinali.Il percorso segue poi attraverso il giardino dei semplici, che accoglie specie poco esigenti ed aromatiche ed introduce al bosco di lecci, dove alberi secolari fanno da scenario a rappresentazioni ed eventi culturali che si tengono nella tenuta. Attraversato il bosco si passa poi al giardino segreto, chiamato così perchè nasconde agli occhi del visitatore delle meraviglie inaspettate come ex cave di tufo trasformate in serre per piante tropicali degli ambienti umidi o per agrumi rari. Il giardino segreto si anima anche di una fauna che vede  animali d'allevamento come galline faraone, fagiani, capre, anatre, cavalli ma anche daini e cigni neri che fanno bella mostra di sè rendendo il posto ancora più naturale e suggestivo. Nell'orto botanico trovano
anche posto un roseto che accoglie più di 100 varietà di rose , uno stagno, ricco di ninfee, canne palustri e papiri, ed una serra, ospitante invece le piante grasse da collezione, quelle più pregiate, quelle che non esistono in natura ma  che sono frutto di ibridi che Salvatore stesso ancora innesta e incrocia per ottenere le varietà più spettacolari e ricercate dai collezionisti di tutto il mondo.  Il dottore ci racconta  così  le tecniche di innesto e la dedizione necessaria per poter ottenere i risultati migliori, frutto di una pazienza partorita solo da un amore profondo per le piante. Ma La Cutura non è soltanto un immenso giardino. 

Realizzato da un'antica tenuta di campagna conserva ancora il cuore storico dell'edificio in quello che nel percorso è indicato come il borgo antico, ovvero quella parte del giardino dove attraverso il casolare, le mura ricoperte di vite, le otri e i tavoli imbanditi per la sera, si respira ancora il sapore dell'antica tradizione. Il borgo antico è per Salvatore "un piccolo angolo di Spagna". Qui, in effetti, i colori , i gesti delle donne affaccendate nei preparativi della cucina, l'ambiente caldo e rustico, rimandano ad atmosfere tipiche di quel luogo. Una visita in questo luogo straordinario si rivela dunque essere un'esperienza entusiasmante ricca di fascino ma anche di eleganza per la cura messa nella sua realizzazione. Qui nulla è per caso, ma ogni dettaglio diventa insostituibile ed essenziale. La musica classica iniziale che si diffonde nell'ambiente accoglie il visitatore assecondando la vista alla scoperta continua degli ambienti da esplorare. "Totò" ci dice che la musica classica fa bene alle piante, la sentono, la percepiscono e se il risultato è in quello che vediamo allora non resta che crederci! Il percorso si conclude al punto di partenza dove qui, a dimora sono messe in vendita alcune piantine grasse. Non resta che comprarne una, con l'idea di portare a casa un angolino di quel paradiso creato dalla passione e dalla volontà di un "bambino che amava le piante"







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